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Venezia 75: premio Pietro Bianchi a Carlo Verdone

Poter celebrare quarant’anni di carriera cinematografica è un vero traguardo. Festeggiarli ricevendo il Premio Pietro Bianchi a Venezia, è qualcosa di eccezionale. Ed è proprio così che il Lido intende omaggiare il talento di Carlo Verdone e il suo contributo al cinema italiano, con il tradizionale riconoscimento che ogni anno i Giornalisti Cinematografici SNGCI assegnano d’intesa con la Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.

Il Premio Bianchi che dedichiamo con entusiasmo, ogni anno, ad un protagonista del cinema italiano, solo poche volte è andato ad un attore, privilegiando, piuttosto nella sua tradizione gli autori”, spiega Laura Delli Colli, Presidente del Sindacato. “Con Carlo Verdone, l’omaggio è davvero speciale perché va non solo ad un attore ma al regista, allo sceneggiatore, perfino ad un grande talent scout che con i suoi film ha lanciato una felicissima serie di protagoniste femminili. Carlo –  finissimo esperto di cinema non solo nella lezione del grande Mario, suo padre – rappresenta insomma una personalità del cinema italiano che riesce perfettamente, da ben quattro decenni, a coniugare autorialità e popolarità, conquistando il pubblico da grande comico e dialogando costantemente con la critica e il mondo dei saggisti anche nel segno della formazione dei giovani.

Il Premio, intitolato alla memoria del critico e giornalista Pietro Bianchi, ha celebrato intere generazioni di artisti, tra i più rappresentativi del cinema d’autore, tra cui Mario Monicelli, Alberto Sordi, Bernardo Bertolucci, Tonino Guerra, Marco Bellocchio e Gabriele Salvatores.

Il Premo Bianchi compie 40 anni e anch’io sono arrivato a 40 anni di attività nel cinema. E questa è una coincidenza singolare”, ha dichiarato Verdone: “È un riconoscimento che mi rende orgoglioso sia per la statura del critico e giornalista Pietro Bianchi sia per i nomi prestigiosi che lo hanno già ricevuto. Essere insieme a Mario Soldati, Alessandro Blasetti, Dino Risi, Bernardo Bertolucci, Alberto Sordi e tanti altri, mi riempie di gioia e mi fa comprendere meglio quanto seriamente sono riuscito ad affrontare questi quarant’anni.

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